Blog “IO SONO IL FIDUCIARIO” | Paolo Ruggeri - Miglioramento personale, crescita imprenditoriale
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12/11/2020
“IO SONO IL FIDUCIARIO”
Nel 2007 venni invitato come relatore a una convention internazionale della Best Western ed ebbi un incontro che mise in discussione diverse delle certezze che avevo sempre avuto riguardo al denaro e alla ricchezza.

Il programma dei lavori della prima giornata prevedeva alla mattina le news sul mondo Best Western e nel pomeriggio alcuni interventi specialistici, tra i quali il mio. Buona parte della mattinata se ne andò per descrivere la grande espansione che la catena BW stava avendo in India. C’era un nuovo Master Franchisor per il Paese che avrebbe aperto 100 hotel Best Western nei prossimi dieci anni investendo 1,2 miliardi di dollari. Tutti noi fummo sorpresi dall’importanza e grandezza del progetto. Qualcosa di spettacolare.

Pranzammo e poi venne il momento del mio intervento. Ero particolarmente ispirato e tenni una presentazione sull’importanza di coinvolgere e far crescere il personale per un buon funzionamento degli hotel. Conclusi dicendo che, alla fine, noi queste cose non dovevamo farle solo per avere un miglior customer service, ma perché eravamo persone che tenevano agli altri e che, quando ci allontanavamo dai valori, inevitabilmente tutto nelle nostre vite si complicava. Riscossi un grande successo e numerosi complimenti.

Nella serata ci ritrovammo tutti per un aperitivo e per la cena a Casa Battlo, il celebre edificio progettato da Gaudì. Io, a essere onesto, ero andato all’aperitivo per cercare di fare dei clienti e provavo a parlare un po’ con tutti per raccogliere contatti ed espressioni d’interesse. Non sapevo che quella sera la vita aveva in programma per me una carta che avrebbe stravolto il mio modo di pensare, portandomi a mettere in discussione molte delle certezze che avevo avuto sino a quel momento riguardo al denaro.

Mentre ero in coda per farmi tagliare del Jamon Serrano, un individuo, un uomo del gruppo Best Western, mi disse: “Mi è piaciuto molto il suo intervento di oggi. Sono cose davvero importanti…”.

Vedendo un’opportunità di vendita o perlomeno di contatto, iniziai l’approccio. Era una persona molto gentile e dai modi educati. Mi raccontò che gestiva una piccola attività in California: aveva qualche hotel nella Silicon Valley. Di fronte alla mia sorpresa: “Ma come piccola? Gli hotel sono nel posto più importante del pianeta…”, continuò dicendomi che l’attività in effetti era andata abbastanza bene e che ora stava gestendo anche una banca d’affari e mi diede il biglietto da visita dell’istituto di cui era a capo. Io, non sapendo bene che cosa dire, gli feci un complimento. Al che lui mi disse che era immigrato negli Stati Uniti dall’India, da una famiglia molto povera e che, nonostante il successo, era rimasto sempre molto legato al suo Paese e, per questo motivo, aveva accettato di diventare il Master Franchisor per l’India…

La persona che avevo davanti a me era una vera potenza. Il più grande imprenditore che avessi mai incontrato fino a quel momento.

Gli feci dei grandi complimenti e gli dissi che ammiravo la sua capacità e la sua bravura: pur partendo da niente era stato in grado di costruire un impero!!! Ed è lì che mi gelò.
Mi disse: “Guardi che però io non sono il proprietario…”.

Io: “In che senso, scusi?”

Lui: “Io sono solo il fiduciario, cioè colui che amministra…”.

Io: “E allora chi c’è dietro di Lei? Un fondo di investimenti? Una società quotata in Borsa? Una Banca?”

Lui: “No. Io sono il fiduciario per conto di Dio. Dio mi dà tutte queste cose affinché io possa usarle per fare del bene”.

Continuò raccontandomi che lui amava creare lavoro per le persone e farle stare DAVVERO bene e che, spesso, pagava l’università alle donne delle pulizie che lavoravano nei suoi alberghi (negli USA l’istruzione universitaria ha un costo annuale che varia tra i 20.000 e 40.000 dollari all’anno, a seconda che si decida di andare in un’università pubblica o privata) o ai loro figli. E lui credeva che era per questo motivo che Dio gli continuava a dare ulteriori opportunità e successi: perché lui potesse continuare a fare del bene.

Quella sera non me ne accorsi ma davanti a me avevo Bhupendra “B.B.” Patel, un imprenditore con svariate centinaia di milioni di dollari di proprietà, e il potenziale cliente, per una volta, ero io.

Tornato in albergo, la prima persona a cui pensai fu Madre Teresa: non era forse stata una delle donne più ricche del mondo? Controllava una fortuna straordinaria (si narra che il suo conto corrente allo IOR avesse un saldo più alto di quello del Vaticano) e un esercito di persone. L’universo, o Dio, come pensava Mr Patel, Le dava tutto quello di cui potesse avere bisogno per realizzare i suoi scopi straordinari, e anche di più. A lei ovviamente non piacevano le Mercedes e gli orologi Rolex e, come a Mr Patel, non piaceva apparire. Ma era comunque una delle donne più ricche del mondo.

Avevo capito una cosa straordinaria: l’universo ti fornisce sempre tutto quello che ti serve per realizzare i tuoi scopi benefici, e anche un po’ di più.

Anni dopo applicai lo stesso principio quando decisi di avviare l’Associazione Imprenditore Non Sei Solo: volevo aiutare gli imprenditori che avevano perso tutto ed erano in forti difficoltà economiche. Non c’era modo che queste persone mi potessero mai pagare ma cominciai lo stesso: l’universo mi avrebbe fornito ciò che serviva, e anche di più. E prontamente lo fece. Non guadagnai mai così tanti soldi come nel 2018 e nel 2019.
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