Blog IL LIBRO NERO DELL'IMPRENDITORE-FERNANDO TRIAS DE BES | Paolo Ruggeri - Miglioramento personale, crescita imprenditoriale
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27/12/2010
IL LIBRO NERO DELL'IMPRENDITORE-FERNANDO TRIAS DE BES

Tra i vari libri che sto leggendo, ce n'è uno che mi ha lasciato alcuni concetti che non vorrei perdere e di conseguenza li annoto qui. Il libro è IL LIBRO NERO DELL'IMPRENDITORE ed è disponibile qui: http://www.itacalibri.it/Template/detailArticoli.asp?LN=IT&IDFolder=144&IDOggetto=34260 



Il libro parla degli errori principali che, secondo l'autore, possono determinare il fallimento di un'azienda. I miei appunti:



1) Le imprese a volte falliscono perché l'imprenditore comincia la sua impresa per i motivi sbagliati. 



"Il vero imprenditore va al di là di tutto questo. La realtà è che lui non può fare altro (rispetto a creare l'impresa). "Che senso ha (riferendosi a tutto quello che l'imprenditore deve creare)? Nessuno". "Un imprenditore riconosce se stesso perché ha un vuoto interiore veramente profondo che deve riempire. E l'unico modo per riempire quel vuoto interiore è fare progetti". 


Chi conosce i veri imprenditori, quelli che hanno un grande successo, sa che lo fanno per la ragione giusta: "Lo faccio perché non posso fare altro. Devo realizzare questo sogno".



B E L L I S S I M O!



2) Trias de Bes poi sostiene che bisogna porre particolare attenzione sullo scegliere i soci per la società (di fatto dice che la società è molto meglio farla da soli, ma su questo non concordo). I punti che mi sono piaciuti: 



a) Se fai società con qualcuno assicurati che i suoi principi e valori siano coerenti con i tuoi. "E' molto meglio avere un socio mediocre con principi coerenti con i nostri che un tipo brillante ma privo di scrupoli". 



b) Il primo accordo: come ci separeremo. Inevitabilmente la maggior parte dei soci tende a dividersi nel lungo termine. Essenziale è stabilire come dividersi all'inizio quando i rapporti sono molto buoni. 



3) L'esecuzione è tutto: "serve di più un'idea mediocre realizzata brillantemente che un'idea brillante realizzata in modo mediocre". 



4) I budget vanno elaborati sempre secondo lo scenario più pessimistico.



5) Riguardo all'equilibrio tra lavoro e vita privata: "Un equilibrista non sarà mai un imprenditore". L'imprenditore potrebbe prendersi qualunque giorno libero. Potrebbe prendersi ogni tanto dei giorni di vacanza. Ma non lo fa mai".



6)Utili al terzo anno. Perché mai? "Quando un modello di attività non dà utili in tempi rapidi è difficile che li dia più tardi".



E' una lettura per chiunque faccia l'imprenditore ma anche e soprattutto per chi sta pensando di mettersi in proprio.



Paolo Ruggeri

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